Adriano De Ascentiis – I Calanchi di Atri

Adriano De Ascentiis – I Calanchi di Atri

Adriano De Ascentiis
Adriano De Ascentiis

Entrando nell’ufficio della Riserva Naturale Regionale Oasi WWF “Calanchi di Atri”, può capitare di inciampare in un secchio blu posato a lato della scrivania.

Attento ai tritoni!

I tritoni?

Sì, un mio amico ha pulito la piscina, ha trovato dei tritoni e me li ha dati.

Ok…

A parlare, nascosto dietro allo schermo del computer, è Adriano De Ascentiis, Direttore della Riserva da ben undici anni e motore inarrestabile della moltitudine di progetti che gravitano intorno a questa meravigliosa realtà, ormai consolidata nel panorama delle oasi naturali italiane.

Nato in pieno campo come il grano delle colline teramane, completa i suoi studi in Scienze Naturali all’Università di Camerino senza mai tralasciare il lavoro nell’azienda agricola del padre. L’incontro col WWF avviene già nel 1999, quando ottiene il suo primo impiego come animatore delle iniziative naturalistiche. Proprio in quell’anno la gestione della Riserva veniva affidata all’organizzazione ambientalista e Adriano approda alla direzione vincendo il concorso nel 2005. “Allora” dice, lanciando un’occhiata vagamente rassegnata a Maria Cristina, sua preziosa collaboratrice, “potevamo contare sul doppio delle risorse rispetto ad oggi”. Eppure, mentre parliamo, lei sta caricando numerosissime sul sito le locandine degli eventi estivi prodotti dalla Riserva. Tutti gratuiti, aperti alla cittadinanza che “ci sostiene pagando le tasse, quindi si merita di potervi accedere liberamente”. Leggo qualche titolo e ho già l’acquolina in bocca: escursioni tra i calanchi al chiaro di luna, serate musicali, spettacoli teatrali, osservazioni astronomiche, meditazione, shiatsu e tanto, tanto spazio ai bambini, con un SummerLab originale ed educativo a base di paleontologia, manifattura artigianale ed esplorazioni.

Il Panda Hat, la simpatica mascotte della Riserva
Il Panda Hat, la simpatica mascotte della Riserva

“Ma questa è solo una piccolissima parte del nostro lavoro” tiene a sottolineare Adriano. “La Riserva dei Calanchi di Atri è un laboratorio di ricerca scientifica all’aria aperta“. Numerose università ed enti sono coinvolti infatti in un orizzonte di studio trasversale che attraversa la geologia, le scienze naturali e l’agronomia. “Le formazioni calanchive esibiscono un paesaggio dal fascino magnetico, ma geologicamente delicatissimo. Conoscere e monitorare i suoli, la flora e la fauna di questo ricco e fragile ecosistema è essenziale per il mantenimento del territorio”. La Riserva è infatti densamente popolata da aziende agricole, con le quali è doveroso confrontarsi sulla questione ambientale. L’agricoltura non deve necessariamente essere sinonimo di sfruttamento delle risorse naturali. Prendiamo ad esempio le api, che Adriano definisce “sentinelle della biodiversità”, e che negli ultimi anni hanno subito un aumento della mortalità del 30-35% per cause fortemente legate all’antropizzazione. “La Sulla è una pianta tipica dei margini calanchivi e le api vanno ghiotte del suo polline, producendo un miele prelibato e assolutamente tipico. Una decina d’anni fa, assieme all’Azienda Agricola Giuliano Cacciatore, abbiamo avviato un “progetto miele” fornendo i semi di Sulla e venti arnie per poter iniziare la produzione. Oggi il miele di Giuliano è un prodotto consolidato nel nostro territorio”.

Questo è solo il primo di una lunga serie di progetti che Adriano realizza con una laboriosa programmazione annuale. “Verso i primi di giugno cerco di individuare un argomento che riguardi la produzione locale e l’identità territoriale. Quindi mi rinchiudo nelle biblioteche, nell’Archivio di Stato, cercando tutto il materiale storico disponibile. Completata la fase di studio, elaboro un progetto didattico da proporre alle scuole. Così nasce la nostra collaborazione con molti istituti della zona, dalla scuola primaria alle superiori. L’obiettivo è trovare le modalità più coinvolgenti per stimolare nei ragazzi l’interesse verso la storia e i prodotti locali, al fine di creare un forte legame con le loro origini. Conoscere il territorio significa innamorarsene, e amarlo significa prendersene cura e proteggerlo. Questo è il mio modo di intendere l’educazione ambientale”.

A scuola col Pecorino di Atri
A scuola col Pecorino di Atri

In questo modo è nato il progetto sulla Gallina Nera Atriana, razza antichissima e quasi estinta, che Adriano ha riselezionato e riconsegnato ai contadini del comprensorio, ponendo le basi per la stesura di un disciplinare di allevamento e la creazione di un consorzio di tutela. Durante lo scorso anno scolastico è stata la volta del Pecorino di Atri, formaggio di altissima qualità prodotto con sapienti tecniche pressochè dimenticate, che Adriano ha estratto dalle preziose memorie degli anziani del posto. Con gli studenti dell’Istituto Agrario di Atri e la collaborazione della Società Agricola D’Amario hanno letteralmente creato il Pecorino, recandosi poi in visita presso il Consorzio Tutela del Pecorino Toscano DOP, con l’obiettivo di toccare con mano i benefici che può apportare ad un territorio la progettazione di una filiera virtuosa.

Cosa ci aspetta per l’anno scolastico 2016/17?

C’è un’altra fantastica pianta che popola i margini dei nostri calanchi: la Liquirizia. Nonostante il settore di trasformazione della sua pasta sia ben sviluppato nel Teramano, con produttori d’eccellenza come Menozzi De Rosa, scarseggiano gli agricoltori che vogliano investire nell’estrazione della radice che cresce spontanea nelle nostre campagne. Ho iniziato la fase di ricerca storica, vediamo dove mi porterà.

Non sappiamo se Adriano punti alla Beatificazione oppure, meno ambiziosamente, al titolo di Cavaliere della Repubblica. Quel che è certo è che ad Atri rappresenta già un’istituzione, testimone sia il fatto che la cameriera che mi aveva negato il tavolo all’aperto nel ristorante in cui l’ho invitato per il pranzo, lo ha velocemente approntato non appena ho dichiarato di essere in compagnia del dottor De Ascentiis.

Così, dopo la chiacchierata e dopo il caffè, non posso che fargli i complimenti per l’impegno profuso nel suo lavoro, di cui beneficia non solo la Riserva verso cui è direttamente rivolto, ma indirettamente ciascuno dei suoi fruitori, fra cui La Collina Biologica.

Ma smettila Tomma’…  Andiamo a liberare i tritoni nel laghetto del Centro Visite?

Vai Adria’. Andiamo a liberare i tritoni…

L'uomo che sussurrava ai tritoni
L’uomo che sussurrava ai tritoni

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